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Elena Papini

Pianoforte acustico o digitale?

Una delle prime domande che mi fanno i genitori quando un bambino inizia a studiare pianoforte è: quale strumento dobbiamo comprare? La risposta non è uguale per tutti.

Pianoforte acustico e pianoforte digitale

Quando un bambino comincia un percorso pianistico, l’acquisto dello strumento può sembrare una decisione molto più grande di quanto sia realmente.

Acustico o digitale? Quanto bisogna spendere? È necessario acquistare subito un pianoforte importante? E se poi il bambino cambia interesse?

Sono domande assolutamente comprensibili. Il mio consiglio è non affrontare la scelta come se dovesse essere definitiva. Lo strumento può evolvere insieme al bambino e al suo rapporto con la musica.

01 · LA PRIMA COSA DA SAPERE

Non esiste una scelta giusta per tutti.

La scelta dipende da diversi fattori: spazio disponibile, budget, abitudini familiari, possibilità di suonare senza creare difficoltà ai vicini e, naturalmente, dal momento del percorso musicale del bambino.

Non credo sia necessario affrontare immediatamente un investimento importante per verificare se nascerà una relazione duratura con lo strumento.

Credo invece sia indispensabile che il bambino possa avere a casa uno strumento adeguato, sul quale ritrovare liberamente le esperienze vissute durante la lezione.

Lo strumento non deve diventare una prova da superare, ma uno spazio nel quale tornare alla musica.
02 · IL PIANOFORTE ACUSTICO

Un rapporto fisico con il suono.

Il pianoforte acustico possiede una caratteristica difficilmente sostituibile: il suono nasce direttamente dall’azione del pianista sul meccanismo dello strumento.

Il peso del tasto, la velocità del gesto, la profondità del tocco e l’interazione con la meccanica producono variazioni sonore estremamente ricche.

Per chi approfondisce lo studio, questa relazione tra gesto, meccanica e risultato sonoro diventa una parte importante della formazione pianistica.

Gli aspetti da considerare

Naturalmente esistono anche elementi pratici: un pianoforte acustico occupa spazio, deve essere accordato periodicamente e normalmente comporta un investimento iniziale superiore rispetto a uno strumento digitale di base.

Acustico

  • Risposta meccanica reale
  • Grande ricchezza dinamica e timbrica
  • Rapporto diretto tra gesto e suono
  • Può accompagnare molti anni di studio
  • Richiede spazio e manutenzione

Digitale

  • Costo iniziale generalmente più contenuto
  • Possibilità di utilizzare le cuffie
  • Facilità di collocazione e spostamento
  • Nessuna accordatura
  • Qualità molto diversa tra un modello e l’altro
03 · IL PIANOFORTE DIGITALE

Può essere un ottimo punto di partenza.

Per molte famiglie il pianoforte digitale rappresenta una soluzione pratica ed efficace nelle prime fasi del percorso.

Occupa meno spazio, non deve essere accordato e soprattutto permette di utilizzare le cuffie. In un appartamento o in una casa condivisa questo può fare una differenza enorme.

Un bambino deve poter tornare allo strumento senza avere continuamente la sensazione di disturbare qualcuno.

UN ASPETTO CHE CONTA

La possibilità di suonare liberamente vale più di molte funzioni elettroniche.

Centinaia di timbri, accompagnamenti, effetti e funzioni possono essere divertenti, ma non sono il criterio principale con cui sceglierei uno strumento destinato allo studio del pianoforte.

04 · COSA CERCARE

Cosa deve avere almeno un buon digitale?

Se lo strumento viene acquistato per iniziare seriamente un percorso pianistico, ci sono alcune caratteristiche sulle quali non farei troppi compromessi.

La mia checklist essenziale

  • 88 tasti
  • Tastiera pesata
  • Una risposta dinamica credibile al tocco
  • Pedale utilizzabile correttamente
  • Un suono di pianoforte sufficientemente naturale
  • Una struttura stabile durante l’esecuzione
  • Possibilità di collegare le cuffie

Non serve necessariamente acquistare il modello più costoso. È però importante evitare strumenti che abbiano una tastiera troppo diversa, per peso e risposta, da quella di un pianoforte.

Mani di un bambino sulla tastiera del pianoforte

Il rapporto tra gesto, tasto e risultato sonoro è parte dell’apprendimento pianistico.

05 · UNA SCELTA EVOLUTIVA

Lo strumento può cambiare insieme al bambino.

Trovo molto sensato ragionare per fasi.

Una famiglia può iniziare con un buon digitale, osservare come evolve il percorso e successivamente decidere se passare a un pianoforte acustico.

Questo permette di contenere l’investimento iniziale senza impedire al bambino di avere immediatamente uno strumento sul quale fare esperienza.

Se invece spazio e condizioni familiari lo consentono, può essere interessante valutare fin dall’inizio anche un pianoforte acustico, nuovo, usato oppure a noleggio.

UNA TERZA POSSIBILITÀ

Il pianoforte acustico con sistema Silent.

Esiste anche una soluzione che combina alcune caratteristiche dei due mondi: un pianoforte acustico dotato di sistema Silent.

Quando il sistema viene attivato, il meccanismo impedisce ai martelletti di raggiungere le corde e il suono viene ascoltato in cuffia attraverso una componente elettronica.

Quando il sistema è disattivato, lo strumento torna a funzionare come un normale pianoforte acustico.

06 · QUANDO CAMBIARE STRUMENTO

Quando ha senso passare all’acustico?

Non stabilirei una data uguale per tutti. Guarderei piuttosto all’evoluzione dello studente.

Quando il bambino sviluppa maggiore sensibilità al suono, controllo del gesto, capacità dinamica e interesse per una pratica pianistica più approfondita, la risposta dello strumento acquista progressivamente più importanza.

A quel punto il pianoforte acustico può offrire possibilità espressive che diventano parte integrante dello studio.

IL MIO CONSIGLIO

Non comprate per paura. Scegliete per permettere di fare esperienza.

Non rimanderei l’acquisto dello strumento aspettando di sapere se il bambino “continuerà davvero”.

Per capire se una relazione con il pianoforte può crescere, quella relazione deve poter esistere.

Allo stesso tempo non considero necessario affrontare subito una spesa importante. Un buon digitale può essere il primo passo; un acustico potrà arrivare successivamente, quando il percorso lo renderà significativo.

La domanda, quindi, non è soltanto: qual è il pianoforte migliore?

È piuttosto: qual è lo strumento che in questo momento permette a questo bambino di vivere meglio la propria esperienza musicale?

Bambino durante una lezione di pianoforte
MUSIC MOVES FOR PIANO®

Prima dello strumento viene il pensiero musicale.

Nel mio lavoro utilizzo Music Moves for Piano®, il percorso pianistico sviluppato da Marilyn Lowe a partire dalla Music Learning Theory di Edwin E. Gordon.

Il pianoforte non viene affrontato soltanto come una tastiera sulla quale riprodurre ciò che è scritto. Ascolto, movimento, audiation, pattern tonali e ritmici, improvvisazione e comprensione accompagnano progressivamente lo sviluppo strumentale.

Per questo anche la scelta dello strumento acquista senso all’interno di un percorso più ampio: imparare a pensare musicalmente, non soltanto a premere i tasti corretti.

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